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 SALVARE IL TITOLO DI LEGA PRO? DOBBIAMO AFFIDARE I LAVORI DELLO STADIO A CAPONE

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danilodiluca87
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MessaggioOggetto: Re: SALVARE IL TITOLO DI LEGA PRO? DOBBIAMO AFFIDARE I LAVORI DELLO STADIO A CAPONE   Gio Giu 21, 2012 4:46 pm

il Presidente a quanto pare ci ripensa....vorrebbe iscrivere la squadra in Lega Pro......
se fosse confermato.....GRAZIE CAPONE COME SEMPREE, nonostante i tanti errori "tecnici" Laughing

come previstoo da mesi (dal famoso 15 novembre mi pare dopo Campobasso - Milazzo quando Capone chiese aiutoo) a Campobasso non esiste nessuna cordata, ed i tifosi contestatori sono arrivati al classico "Capone vattene" ma purtroppo non hanno mai pensato al dopo....

quindi (se Capone iscriverà la squadra) fate finta che la squadra sia sparita completamente (come potrebbe anche succedere se Capone lo decidee) e quindi fate altre scelte.....calcio in tv, altre squadre di Campobasso....però dovete anche rendervi conto che oltre il "Capone vattenne" non si può andare.....quindi il vostro sarebbe un tifo contro il bene della squadra del Campobasso....

....perchè se ci fosse una cordata valida, per sostituire Capone, ed il presidente di Montella lo impedisse....sarei anche io il primo ad urlare con voi.....però penso che il tempo da Novembre ad oggi, ben 8 mesi hanno dimostato che non c'è NIENTEE!!!!!!
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MessaggioOggetto: Re: SALVARE IL TITOLO DI LEGA PRO? DOBBIAMO AFFIDARE I LAVORI DELLO STADIO A CAPONE   Mar Giu 19, 2012 12:40 pm

ALTRE NEWS

Disciplinare, deferiti sette club di Lega Pro
Per violazioni ai criteri previsti dal Sistema delle Licenze Nazionali
18.06.2012 17:45 di Valeria Debbia articolo letto 3405 volte
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com

Il Procuratore Federale, esaminata la nota della Commissione Criteri Sportivi e Organizzativi FIGC, ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale i legali rappresentanti di Foligno, Esperia Viareggio, Ebolitana, Carrarese, Nuovo Campobasso, Andria Bat, Benevento e per responsabilità diretta gli stessi club, per una serie di violazioni relative ai criteri previsti dal Titolo II, all. C (Criteri Infrastrutturali Lega Pro) n. 6 del Sistema delle Licenze Nazionali.







Allegato C)
Sistema Licenze Nazionali 2012/2013
Criteri Infrastrutturali
Lega Italiana Calcio Professionistico
A
1. DIMENSIONI DEL TERRENO DI GIOCO
Il terreno di gioco deve essere rettangolare e deve avere le misure, al lordo delle linee di segnatura,
di m 105 x m 68. Solo in casi di limitazioni strutturali non eliminabili, è tollerata la riduzione delle
misure fino al minimo di m 100 x m.60.
Lungo il perimetro del terreno di gioco deve essere prevista una fascia larga m 1,50, complanare
con il terreno stesso, priva di asperità e di ostacoli, denominata “campo per destinazione”.
La distanza minima degli ostacoli fissi (es. muretti, ringhiere, cartelloni pubblicitari, etc.) dal terreno
di gioco deve essere di m 2,5 dalle linee laterali e di m 3,5 dalle linee di porta. In questa fascia di
sicurezza, oltre il campo per destinazione, è consentita la presenza di caditoie delle acque
meteoriche o pozzetti di natura impiantistica, purché protetti da tappeti in erba sintetica.
Solo in caso di limitazioni strutturali non eliminabili, è tollerata la riduzione della distanza dalle linee
di porta sino ad un minimo di m 2,5.
Deve essere prevista un’area per il riscaldamento dei calciatori durante la partita lungo le linee
laterali o dietro i cartelloni pubblicitari situati alle spalle delle porte.
A 2. CARATTERISTICHE DEL TERRENO DI GIOCO
Il terreno di gioco ed il campo per destinazione devono essere:
· in erba naturale ovvero in manto erboso artificiale approvato dalla FIFA tramite il rilascio di
apposita licenza per gare di campionati professionistici (FIFA 2 star), o in erba naturale
rinforzato con erba artificiale FIFA 2 star. Le società neopromosse in Seconda Divisione,
possono impiegare il terreno di giuoco utilizzato nella precedente stagione sportiva a
condizione che producano una delibera dell’organo competente di impegno ad adeguare entro
l’inizio della stagione sportiva 2013/2014 il terreno ai requisiti di cui al presente articolo;
· dotati di superficie piana e regolare;
· di colore verde;
· in buone condizioni;
· dotati di un idoneo sistema di drenaggio.
A 3. PORTE E PORTA DI RISERVA
I pali e la traversa di ciascuna porta devono essere in alluminio, acciaio o lega leggera ed avere
sezione circolare o ellittica.
Per ciascuna porta devono essere soddisfatti i seguenti requisiti:
· la larghezza interna ai pali deve essere di m 7,32, con una tolleranza di ± 2 cm;
· la distanza in linea verticale tra il terreno ed il bordo inferiore della traversa deve essere di m
2,44, con una tolleranza di ± 2 cm;
· gli elementi che costituiscono le porte devono essere di colore bianco;
· le porte non devono costituire un pericolo per l’incolumità dei giocatori e devono essere
saldamente fissate al suolo;
· dietro la porta devono essere fissate, ai pali, alle sbarre trasversali ed al terreno, le reti,
opportunamente tese e collocate in modo da non disturbare il portiere. Le reti devono essere
applicate in modo che siano distanti almeno m 1,50 dalla linea di porta. Devono inoltre essere
appese ai sostegni e non sovrapposte agli stessi (sono da escludere pertanto soluzioni per le
quali la rete sia appoggiata e/o sostenuta da supporti rigidi direttamente collegati con i pali e/o
la sbarra trasversale);
· le reti delle porte devono essere di canapa, juta o nylon;
· il sostegno della rete deve essere ottenuto tendendo la rete medesima tramite cordini collegati
a paletti ubicati ad almeno 2 m dai pali della porta e posizionati in asse con gli stessi.
Deve essere, inoltre, sempre disponibile una porta di riserva di uguali materiali e dimensioni.
A
4. BANDIERINE D’ANGOLO
Le bandierine d’angolo (misura minima m 0,45 x m 0,45) devono essere di colore giallo.
Il sostegno deve avere un’altezza minima di m 1,5 e non deve terminare a punta nella parte
superiore.
Devono essere infisse nel terreno in modo da abbattersi in caso d’urto fortuito da parte dei
partecipanti al gioco.
A 5. PANCHINE E QUARTO UOMO
Le panchine per i tecnici ed i calciatori di riserva devono essere:
· adeguatamente coperte;
· avere una lunghezza minima di m 8, o comunque assicurare la presenza di 13 posti a sedere;
in caso di limitazioni strutturali non eliminabili (esempio: panchine interrate) è tollerato che il
totale di 13 posti sia raggiunto per mezzo di una panchina aggiuntiva, purché adiacente alla
panchina esistente ed adeguatamente coperta;
· posizionate ad una distanza minima di m 2,5 dalla linea laterale;
· ubicate ad una distanza indicativa di m 5 a sinistra e a destra della linea mediana, in posizione
simmetrica.
L’area tecnica, ovvero la superficie all’interno della quale l’allenatore può muoversi liberamente per
dare istruzioni ai calciatori, deve essere delimitata con apposite linee di segnatura tratteggiate
attorno alla panchina, a m 1 da ogni lato della stessa e in avanti fino a m 1 dalla linea laterale.
La panchina per il quarto ufficiale di gara deve essere posizionata in prossimità della linea mediana
ad una distanza di m 2,5 dalla linea laterale del campo da gioco ed essere adeguatamente coperta
e protetta lateralmente.
A 6. CARTELLONI PUBBLICITARI
I cartelloni pubblicitari devono essere conformi alle seguenti indicazioni:
· la posizione, la forma, i materiali utilizzati e le modalità di installazione non devono costituire un
pericolo per l’incolumità dei calciatori, degli arbitri e degli addetti ai lavori;
· avere un’altezza massima di m 1,20 e comunque tale da non ostacolare la visibilità del terreno
di gioco da parte degli spettatori retrostanti;
· i tabelloni con meccanismo rotativo munito di impianto elettrico devono essere alimentati in
bassa tensione nel rispetto delle vigenti norme in materia.
A 7. IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE
Lo stadio deve essere dotato di un impianto di illuminazione che produca i seguenti valori di
illuminamento orizzontale medio (Eomed):
Prima Divisione e Seconda Divisione:
•Eomed ≥ 300 Lux in tutte le altre direzioni
Inoltre, per l’uniformità dell’illuminamento orizzontale dovrà essere garantito il seguente rapporto:
•Eomin/Eomax ≥ 0,4
Deve essere disponibile un idoneo impianto di illuminazione di sicurezza ad uso degli spettatori e
del personale presente, con alimentazione in continuità assoluta che garantisca un'autonomia di
almeno 60 minuti.
È consentito alle società neopromosse in Seconda Divisione di avere un impianto di illuminazione
con Lux inferiori a quelli sopra prescritti, a condizione che producano una delibera dell’organo
competente di impegno ad adeguare entro il 31 marzo 2013 l’impianto ai requisiti di cui al presente
articolo.
Per le società di Prima Divisione lo stadio, al fine di assicurare la possibilità di riprese televisive a
colori, deve essere dotato di un impianto di illuminazione che produca i seguenti valori di
illuminamento verticale medio (Evmed):
•Evmed ≥ 500 Lux in tutte le direzioni
Inoltre, per l’uniformità dell’illuminamento verticale dovranno essere garantiti i seguenti rapporti:
•Evmin/Evmax ≥ 0,4 e Evmin/Evmed ≥ 0,6
È consentito alle società neopromosse in Prima Divisione, purché in regola con i requisiti richiesti
per la Divisione di provenienza, di avere un impianto di illuminazione con lux inferiori a quelli a quelli
prescritti, a condizione che producano una delibera dell’organo competente di impegno ad adeguare
entro il 31 marzo 2013 l’impianto ai requisiti di cui al presente articolo.
Per le società di Prima Divisione, deve essere disponibile un idoneo generatore di emergenza in
grado di garantire i valori di illuminamento sopra indicati con un periodo d’interruzione non superiore
a 15 minuti.
Le società neopromosse in Prima Divisione, se sprovviste di generatore di emergenza dovranno
produrre una delibera dell’organo competente di impegno ad adeguare entro il 31 marzo 2013
l’impianto ai requisiti di cui al presente articolo.
A 8. ACCESSO AL TERRENO DI GIOCO
L’ingresso in campo delle squadre, degli arbitri e degli ufficiali di gara (tunnel, sottopassaggio, etc.)
deve essere separato dal pubblico e protetto dal lancio di oggetti mediante sistemi che non devono
impedire o ridurre la visibilità del pubblico.
In caso di accesso in campo mediante protezioni mobili, lo spostamento delle stesse deve poter
avvenire in un tempo massimo di 30 secondi.
Il percorso che dagli spogliatoi conduce al campo di gioco deve essere dotato di pavimentazione
antiscivolo.
Il pubblico e la stampa non devono avere alcuna possibilità di accesso a tale percorso.
A 9. SPOGLIATOI SQUADRE
Gli spogliatoi della squadra di casa e della squadra ospite devono assicurare standard equivalenti
ed avere ciascuno le seguenti caratteristiche:
· superficie minima di mq 30 ciascuno, esclusi i servizi annessi e la zona massaggi, con una
tolleranza del 10%;
· posti a sedere, appendiabiti o armadietti per un minimo di 20 persone;
· 6 docce;
· 2 lavabi;
· 3 WC, ovvero 2 WC + 1 orinatoio;
· 1 lettino per i massaggi;
· 1 lavagna per spiegazioni tattiche;
· un adeguato sistema di ricambio d’aria.
A 10. SPOGLIATOI ARBITRI
Lo spogliatoio arbitri deve essere separato dagli spogliatoi delle squadre e comunque ubicato nelle
vicinanze degli stessi. Deve avere inoltre le seguenti caratteristiche:
· posti a sedere per un minimo di 4 persone;
· appendiabiti o armadietti per un minimo di 4 persone;
· 2 docce;
· 1 lavabo;
· 1 WC;
· 1 tavolino con 2 sedie;
· 1 lettino per i massaggi, o al minimo la possibilità di usufruire di una sala massaggi distinta
dagli spogliatoi delle squadre.
A 11. INFERMERIA PER GIOCATORI E ARBITRI, ACCESSO MEZZI DI SOCCORSO, DOTAZIONI SANITARIE
L’infermeria per giocatori ed arbitri deve essere situata nelle vicinanze degli spogliatoi. Tale
infermeria deve essere facilmente accessibile sia dal campo di gioco che dall’esterno dello stadio
ed avvicinabile dagli automezzi di soccorso. Le porte ed i corridoi che conducono ad essa devono
essere sufficientemente larghi da consentire il passaggio di barelle e sedie a rotelle.
All’interno di ogni impianto deve essere presente una corsia riservata per il transito di automezzi di
soccorso; tale corsia dovrà consentire, dall’esterno della struttura, l’accesso diretto di automezzi al
recinto di gioco e sino in prossimità dell’infermeria.
Eventuali chiusure (separatori o cancelli) e/o ostacoli presenti su tale corsia nei momenti di chiusura
dell’impianto, dovranno essere comunque facilmente rimuovibili in modo che, al momento dello
svolgimento dell’attività agonistica e degli allenamenti, un automezzo di soccorso possa aver
accesso diretto al recinto di gioco ed in prossimità dell’infermeria.
L’infermeria deve avere le seguenti dotazioni minime:
· 1 tavolino per gli esami;
· 1 armadietto per i farmaci;
· 1 bombola di ossigeno con maschera;
· 1 telefono (linea interna ed esterna); è accettabile la disponibilità di un telefono cordless avente
base posta in altro locale;
· dotazioni di P.S.S.D. (Pronto Soccorso Sportivo con Defibrillatore) così come individuate dalla
Federazione Medico Sportiva Italiana.
A
B
12. LOCALE PER IL CONTROLLO ANTIDOPING
Il locale per il controllo antidoping deve essere situato nelle vicinanze degli spogliatoi e deve essere
inaccessibile da parte del pubblico e dei media.
Il locale deve avere una grandezza minima di mq 20, con una tolleranza del 10%, e comprendere
una zona di attesa, una zona prelievi ed un bagno.
La zona di attesa e la zona prelievi devono essere adiacenti ed adeguatamente separate da un
divisorio permanente o mobile.
Devono essere, inoltre, assicurate le seguenti dotazioni:
A) zona di attesa:
· posti a sedere per 8 persone;
· appendiabiti e/o armadietti;
· 1 frigorifero per bevande.
B) zona prelievi:
· 1 scrivania;
· 4 sedie;
· 1 armadietto con serratura.
Il bagno deve essere accessibile dalla sala prelievi e deve essere dotato di:
· 1 lavandino;
· 1 WC;
· 1 doccia.
Relativamente ai controlli incrociati sangue-urine, il prelievo ematico deve avvenire in ambiente
adeguatamente attrezzato, separato da quello dove avviene il prelievo antidoping ordinario da un
divisorio permanente o mobile.
A 13. PARCHEGGI SQUADRE E UFFICIALI DI GARA
Devono essere messi a disposizione delle squadre, degli arbitri e degli altri ufficiali di gara i seguenti
parcheggi:
· almeno 2 posti di stazionamento per gli autobus delle squadre;
· almeno 4 posti di stazionamento per le vetture.
Tali parcheggi ed il relativo percorso di accesso agli spogliatoi devono essere interdetti al pubblico.
In caso il percorso di accesso agli spogliatoi interessi zone percorse dal pubblico, dovrà essere
garantita la sua interdizione temporanea per mezzo di separatori mobili e presidio di steward.
In caso i parcheggi siano ricavati, in tutto o in parte, in zona idonea ma non annessa all’impianto,
dovrà essere assicurata, per squadre e ufficiali di gara, la possibilità di discesa dai mezzi di
trasporto e accesso agli spogliatoi su area interdetta, anche temporaneamente, al pubblico. In
alternativa, la società ospitante dovrà garantire il trasferimento dal parcheggio all’area spogliatoi.
A 14. CAPIENZA E REQUISITI DELLO STADIO
La capienza minima degli stadi di Prima Divisione deve essere di 4.000 posti e per la Seconda
Divisione di 2.500 posti, così come normati dalla Determinazione n. 17/2009 dell’Osservatorio
Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che si intende qui richiamata e riprodotta:
in tutti gli stadi di Prima Divisione e quelli > 4.000 posti di Seconda Divisione devono essere
presenti:
1) biglietti nominativi, associati a posti numerati con verifica automatizzata dei medesimi con sistemi
di controllo accessi on – line dotati di lettori fissi o mobili (palmari);
2) sistemi strutturali per la separazione delle tifoserie estesa all’esterno dell’impianto con
delimitazione delle aree di sicurezza, anche con barriere mobili, secondo quanto previsto dal D.M.
18/3/1996;
3) istallazione di adeguati sistemi di video sorveglianza (cfr. DM 6 giugno 2005 in materia di
Videosorveglianza) completo di locale raccolta immagini annesso al Centro per la gestione della
sicurezza delle manifestazioni calcistiche;
4) impiego da parte della Società sportiva di un numero di steward ritenuto idoneo dal Dirigente del
Gruppo Operativo Sicurezza - G.O.S. (cfr. Decreto del Ministro dell’Interno 8 agosto 2007 in materia
di stewarding), in funzione della frequenza e del livello di rischio dell’incontro, ad assicurare
l’attuazione delle misure di sicurezza organizzative.
Negli altri stadi < 4.000 posti di Seconda Divisione devono essere presenti:
1) biglietti nominativi, associati a posti numerati con verifica automatizzata dei medesimi con sistemi
di controllo accessi on – line dotati di lettori fissi o mobili (palmari);
2) per la stessa tipologia di impianti dovrà essere previsto sia l’impiego di steward nel numero
determinato dal Questore della Provincia d’intesa con le società sportive interessate, ove non sia
istituito il G.O.S., sia il locale Centro per la gestione della sicurezza delle manifestazioni calcistiche.
Nel caso in cui una Società neopromossa, purché in regola con i requisiti richiesti per la Divisione di
provenienza, disponga di uno stadio con una capienza inferiore, debitamente autorizzata da
decisioni degli organi competenti della Lega, lo stadio in questione dovrà, indipendentemente dalla
capienza, possedere tutti i requisiti di sicurezza previsti per gli impianti aventi la capienza minima
indicata al capoverso precedente. In tal caso le società dovranno depositare presso la Lega Italiana
Calcio Professionistico una delibera dell’organo competente di impegno, ad adeguare la capienza ai
minimi richiesti entro la data del 31 marzo 2013.
A 15. SEDUTE INDIVIDUALI
Tutti gli stadi devono avere posti a sedere numerati.
A 16. TRIBUNE RISERVATE AGLI SPETTATORI
I posti a sedere muniti di sedute individuali devono essere distribuiti in almeno 2 settori indipendenti.
Tra questi, almeno un settore deve essere destinato ai sostenitori della squadra ospite.
La suddivisione dei settori deve essere effettuata tramite separatori interni che abbiano
caratteristiche tali da non consentire l’azione di scavalcamento.
Ai sostenitori della squadra ospite dovranno essere destinati almeno un numero di posti pari al 5%
della capienza complessiva, con un minimo di 800 posti per la Prima Divisione e di 500 posti per la
Seconda Divisione.
B 17. TRIBUNA STAMPA
La tribuna stampa deve avere una capienza minima di 30 postazioni coperte in Prima Divisione e
15 in Seconda Divisione equipaggiate con presa elettrica ed una superficie da lavoro sufficiente ad
ospitare un computer portatile.
B 18. POSTAZIONI PER RADIOCRONISTI E TELECRONISTI
Lo stadio deve essere dotato di almeno 2 postazioni coperte per radiocronisti e telecronisti in Prima
Divisione e almeno 1 in Seconda Divisione.
Ciascuna postazione deve avere almeno 3 posti a sedere.
B 19. SALA LAVORO GIORNALISTI E FOTOGRAFI
Lo stadio deve essere dotato di un’area interna attrezzata con almeno 15 postazioni di lavoro per
giornalisti e fotografi dotate di presa elettrica.
B 20. SALA CONFERENZE STAMPA
Lo stadio deve essere dotato di una sala in grado di ospitare interviste e conferenze stampa con la
presenza contemporanea di almeno 15 giornalisti.
La sala conferenze stampa dovrà avere localizzazione ed ingressi tali da non permettere l’accesso
dei giornalisti tramite l’area spogliatoi.
Potrà essere previsto che sia presente un unico locale che svolga le funzioni sia di sala lavoro (art.
18) che di sala conferenze (art. 19), purché lo stesso abbia le adeguate dotazioni ed un’ampiezza
complessiva non inferiore a 50 mq per la Prima divisione e 40 mq per la Seconda Divisione.







Non c'è di che stupirsi, visto che abbiamo uno stadio ridotto ad un cesso.
Eppure i soldi sono stati stanziati e basterebbe dare in appalto a Capone i i lavori di ristrutturazione dello stadio per salvare il titolo. Insomma qualcosa a Capone in termini di ritorno economico bisognava darla, non si può pensare che per tutta la vita ci sia un fesso che tira fuori i soldi e ci fa vedere la lega pro, e in contropartita non solo non gli diamo nulla ma addirittura lo insultiamo.
Tutto ciò, fermo restando le cazzate commesse dal buon Sindaco di Montella durante la sua ormai finita esperienza campobassana.
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MessaggioOggetto: Re: SALVARE IL TITOLO DI LEGA PRO? DOBBIAMO AFFIDARE I LAVORI DELLO STADIO A CAPONE   Lun Mag 21, 2012 1:38 pm

Amico Cuore, ieri nel fare lo zapping per far entrare i nuovi canali sul digitale, ho trovato un canale Teleblu (di Foggia) dove discutevano delle difficoltà che la societa sta attraversando.Da quello che hanno detto che cisono altre possibiltà di altri imprenditori volenterose a rilevare la soscieta fogga oltre alla Pltinum. Però non hanno mai accennato a Casillo se lascia opurre dara il suo apporto alla stessa. Quindi bisogna aspettare che Casillo si decida a cosa fare. Quindi c'è ancora qualche speranza che lo stesso voglia dare un mano a Capone. Vedremo in seguito per ora aspettiamo.
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MessaggioOggetto: Re: SALVARE IL TITOLO DI LEGA PRO? DOBBIAMO AFFIDARE I LAVORI DELLO STADIO A CAPONE   Lun Mag 21, 2012 12:46 pm

Molto belle le parole di Vincenzino Cosco riguardanti un sogno, quello di avere una società tutta molisana con lui in panchina ed un progetto serio di calcio ad alti livelli, un sogno per tutti noi, ma la realtà è diversa, a Campobasso non si muove una foglia, soldi non ce ne sono e chi ce li ha non pensa certo a buttarli nel calcio, non c'è stato nessuno, e dico nessuno che si sia fatto avanti per fare una proposta di subentro a Capone, sia pure al prezzo di 1 euro, non si tratta di cifre, la realtà è che nessuno è interessato a rilevare la società di Capone, nemmeno gratis, se Capone consegnasse il titolo al sindaco di Campobasso, non lo farà perchè giustamente la società è sua e ne fa quello che ritiene più opportuno, ugualemnte non si farebbe avanti nessuno, come la facciamo questa società molisana se non ci sono molisani che vogliono far calcio? Bisogna guardare oltre e capire che purtroppo oggi come oggi se vogliamo vedere calcio al un certo livello dobbiamo accettare la venuta dello "straniero", e dobbiamo avere fortuna a trovarne uno, sia che si tratti di uno venuto da Avellino, magari anche antipatico, sia che si tratti di un arabo, un cinese, un rosso, un marziano, se si continua sulla linea dell'ostracismo allo "straniero" con la prosopopea di sentirci superiore e più esperti e preparati di coloro che vengono a investire soldi per inl nostro calcio, possiamo dire addio al calcio professionistico ed abituarci ad anonimi campionati di eccellenza.
Noi un fesso che ci metteva i soldi lo avevamo trovato, ma lo abbiamo fatto scappare via, a colpi di vaffa infertogli ogni domenica, speriamo solo che, come prevede Cosco, Capone alla fine iscriva la squadra al prossimo campionato, voglio vedere poi se ci sarà ancora qualcuno pronto ad insultare Capone convinto che ci siano decine di cordate pronte a fare calcio professionistico a Campobasso, dopo aver assistito al disinteresse generale verso il calcio cittadino da parte di tutti.
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MessaggioOggetto: Re: SALVARE IL TITOLO DI LEGA PRO? DOBBIAMO AFFIDARE I LAVORI DELLO STADIO A CAPONE   Dom Mag 20, 2012 1:27 pm

Amico Cuore, vorrei tanto risponedere al tuo post ma....... ti dico dopo quello che ho sentito ieri su xxxxxxxx (discorso validissimo da parte del direttore ma io non vedo orecchie per sentire e occhi per vedere no ce ne sono quindi) Mi sento DELUSO, MORTIFICATO, E QUATALTRO SU QUESTA SITUAZIONE QUINDI MI RITIRO E SE QUALCOSA AVVERRA' ALLORA RIFLETTERO'.
Aggiungo, ma queste notizie gli anticaponiani le leggono,si rendono conto della realtà in seguito a tutto quello che hanno fatto????? Sarebbe ora che si organizzassero e alzare la VOCE, sempre per il bene della Città che vive in un assoluto terpore. menefrechismo etc,etc.
Imbimbo in una rassegna disse che la categoria appartiene Alla Citta' di CAMPOBASSO.
Presidenti, allenatori,direttori sportivi, giocatori vengono e vanno ma LA CITTA' DI CAMPOBASSO RESTA E PSERO PER MOLTO TEMPO.
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MessaggioOggetto: SALVARE IL TITOLO DI LEGA PRO? DOBBIAMO AFFIDARE I LAVORI DELLO STADIO A CAPONE   Dom Mag 20, 2012 1:06 pm

A questo punto credo che sia l'unica via di salvezza, non ne vedo altre, basterebbe far fare i lavori di ristrutturazione dello stadio per 800.000,00 euro alla Capone Costruzioni, e sono sicuro che Capone non solo tornerebbe sui suoi passi, ma riaprirebbe in dialogo con i tifosi, soprattutto gli ultras, sempre che ci sai la volontà di fare un passo indietro anche da parte di essi, e punterebbe anche ad un progetto ambizioso e solido, con i soldi tutto si può fare, non conosco le norme riguardanti i lavori pubblici ma la cosa la si vuol fare, una via legale si trova, non so, ci si potrebbe appellare alla urgenza di doversi mettere in regola e quindi alla impossibilità di andare a gara pubblica, oppure inserire i lavori da effettuarsi per la ristrutturazione dello stadio nella convenzione da firmare tra Capone ed il comune, poi con lo stadio a norma, bisognerebbe dare la possibilità a Capone di gestirlo anche al fine di farci soldi con manifestazioni extracalcistiche, insomma bisogna trovare una soluzione che permetta a Capone o a chi gli volesse subentrare, degli introiti che permettano di gestire il calcio, compensando tale attività sicuramente a perdere con introiti derivanti da altre attività collaterali.
Non a caso sembra che qualche timido approccio da parte di imprenditori extraregionali per rilevare la società di Capone ci sia stato, ma tutti hanno chiesto al Comune una contropartita in termini di appalto di lavori.
Insomma Capone o non Capone, chiunque deve gestire il calcio della nostra città deve avere un ritorno economico altrimenti dimentichiamoci per sempre il calcio a livello professionistico, di benefattori in giro nel pianeta ne vedo ben pochi, specialmente nell'era post Sky, in cui allo stadio non ci va più nessuno.
A dire il vero noi un benefattore, o forse sarebbe meglio chiamarlo pazzo, lo avevamo trovato e ci ha portato in lega pro senza ricevere neanche un centesimo, anzi rimettendoci 120.000,00 euro per lavori effettuati a gratis allo stadio oltre a rimetterci tutti i vaffa ricevuti in questi anni e tutti i soldi buttati dalla finestra, ma non siamo stati bravi a tenercelo, quindi da questo momento senza contropartita nessuno verrà a farci beneficenza.
Il Comune però deve muoversi, l'iniziativa deve partire dal Comune, se l'amministrazione sta a guardare bisogna andare in Piazza Vittorio Emanuele a stanarli e convincerli a lavorare per salvare il titolo.
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